Il principio di
cui si avvale questo procedimento é legato fondamentalmente all'azione combinata
di tre elementi: una gelatina animale, un sale di bicromato e la luce.
La gelatina organica é una sostanza igroscopica, ha cioè la caratteristica
di gonfiarsi assorbendo l'umidità dall'aria oppure se immersa in acqua; in
questo stato se riscaldata, raggiunge in breve il punto di fusione e liquefa
rapidamente. Riprende altrettanto rapidamente la condizione gel, cioè gelifica,
non appena si abbassa la temperatura.Il sale di bicromato svolge azione conciante
su tutte le sostanze organiche: le gelatine impregnate in soluzioni bicromatate
tendono ad indurirsi e progressivamente perdono la loro capacità igroscopica.
La luce accelera questo processo, ed in breve tempo rende insolubile le gelatine,
elevandone notevolmente il punto di fusione. Uno
strato di gelatina pigmentata e sensibilizzata al bicromato, una volta esposto
alla luce, perde la propria solubilità proporzionalmente all'esposizione
ricevuta, subendo un indurimento che si genera dalla superfice verso gli strati
inferiori.

L'esposizione avviene
per contatto con un fototipo negativo al tratto o con mezzitoni. Le ombre
mascherano porzioni di gelatina che conserva inalterata la proprieta' igroscopica
di gonfiarsi e di dissolversi in acqua calda, mentre le parti trasparenti
illuminano spessi strati di gelatina che, indurita, mantiene imprigionato
il pigmento. La luce filtrata dai mezzitoni riprodurra' fedelmente la scala
tonale, naturalmente con i valori invertiti, facendo corrispondere ad ogni
densità di grigio un relativo strato di gelatina più o meno spesso.
(fig
1)
A)
matrice negativa B)carta pigmentata
1)gelatina illuminata 2)gelatina solubile 3)supporto
La carta al carbone
possiede la rara proprieta' di una curva caratteristica lineare: l'indurimento
della gelatina, e di conseguenza gli annerimenti, dipendono esclusivamente
dalla durata di illuminazione.
Al termine di una corretta
esposizione la gelatina indurita poggerà su uno strato di gelatina ancora
solubile aderente al supporto di carta. Al fine di recuperare la porzione
esposta e' necessario trasportarla su un secondo supporto, detto carta da
trasporto, anch'esso gelatinato, facendo aderire i due fogli gelatina contro
gelatina.
(fig.
2)
1)eliminazione del supporto 2)gelatina solubile 3)gelatina illuminata
4)carta da trasporto
Dopo una breve attesa
si esegue lo sviluppo in un bagno d'acqua calda che liberera' l'immagine dal
vecchio supporto e dal residuo di gelatina solubile oramai inservibili.
fig.3
1) gelatina illuminata 2)carta da trasporto
Il deposito di gelatina
che rimarrà sulla carta da trasporto è un sottilissimo e delicato bassorilievo
dove gli spessori corrisponderanno ai chiaroscuri dell'immagine. Al termine
del lavaggio finale, che eliminerà gli ultimi residui di bicromato, avremo
ottenuto una stampa stabile nel tempo composta da solo tre elementi scelti
opportunamente per tale scopo:
-un supporto senza acidi
-una gelatina resa inerte per l'azione conciante combinata tra luce e bicromato
-un pigmento resistente alla luce.