SENSIBILIZZAZIONE ED ASCIUGATURA

 

    La sensibilizzazione della carta pigmentata e la seguente asciugatura sono le operazioni a cui si deve attribuire in larga misura il merito di una corretta stampa.
Anche in queste operazioni, la preparazione del sensibilizzante, ''la formula'', presenta notevoli tolleranze: piccole variazioni di quantità o di tempi operativi non determinano notevoli alterazioni sul risultato finale: è opportuno che ognuno sperimenti tempi e quantità per  troverare la risposta  ottimale relativamente al proprio standard di negativo o al gradiente personale.

    I sali di bicromato da usare in soluzione sono il bicromato di ammonio, con maggiore capacita' sensibilizzante ma più costoso e di non facile reperibilità, ed il bicromato di potassio che, anche se non rende una sensibilità pari al primo, è maggiormente usato per il limitato costo. La concentrazione di bicromato indicativa e' del 3%; le soluzioni più diluite 1- 2%, o più concentrate 4 - 5%, possono essere utili, rispettivamente, per alzare o abbassare il contrasto. Sebbene siano indicazioni utili da essere sperimentate, e' bene non affidare il grado di contrasto alle concentrazioni di bicromico, ma sempre ad un negativo ad hoc e ad una concentrazione standard del 3%, almeno per le prime esperienze.

La soluzione di bicromato, anche se assai economica, può essere conservata molto tempo in frigo se opportunamente filtrata dopo l'uso,  per liberarla da frammenti di gelatina che potrebbero inacidire.
Un ingrediente non indispensabile, ma utile a preservare una soluzione nel tempo per tamponarne il grado di acidità, e' l'ammoniaca.
L'aggiunta di pochi cc. di ammoniaca per litro di soluzione non solo è utile alla sua conservazione, ma agisce anch'essa sulla sensibilità e di conseguenza sul contrasto della gelatina.
Piccole quantità, 10 cc/l, preservano la soluzione nel tempo e non alterano notevolmente sensibilità e contrasto; concentrazioni fino a 30 cc/l abbassano la sensibilità ed aumentano il contrasto.

Riassumendo, la formula base potrebbe avere le seguenti proporzioni:

Acqua distillata....................................................1000 cc.
Bicromato di potassio............................................30 g.
Ammoniaca...............................................................15 cc.

La diluizione del bicromato si può eseguire in acqua tiepida, ma la temperatura d'uso deve essere tenuta rigorosamente sotto i 15 gradi.

La sensibilizzazione della carta pigmentata e' preferibile eseguirla il giorno prima di procedere alla stampa; tutti i bagni che saranno   indicati non dovranno superare i 15 gradi.

Le operazioni da seguire sono le seguenti:

  - Tagliare dalla carta pigmentata i quattro bordi non gelatinati che abbiamo lasciato scoperti al momento della preparazione.
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                     fig. 1

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                     fig.2
- Prima di immergere la carta nel sensibilizzante dobbiamo assicurarci che resti immersa nel bagno senza arrotolarsi, questo inconveniente non si verifica se la carta è stata conservata ben spianata sotto un peso.
Un foglio pigmentato molto ondulato si può bagnare in acqua distillata per pochi minuti fin quando si distende, per poi detergerlo su una lastra di vetro passando il rullo di gomma sul dorso (fig. 1).

In alternativa si può fissare, col nastro adesivo, la carta pigmentata su un supporto rigido, con la gelatina in alto, ed immergerli insieme nel sensibilizzante (fig.2).

- La carta pigmentata viene tenuta nel bagno sensibilizzante per almeno 3 minuti, agitando continuamente la vasca per una azione omogenea, è opportuno di tanto in tanto rimuovere le bollicine d'aria che si formano in superficie con un pennello morbido . Con un litro di soluzione si sensibilizzano agevolmente 4 - 5 fogli 50 x 60 cm.

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                     fig. 3
- Si riporta il foglio, appena sgocciolato, sulla lastra di vetro e si toglie l'eccesso di sensibilizzante esercitando sul dorso una leggera pressione col rullo che va mosso dal centro verso l'esterno; la gelatina aderirà senza pericolo al vetro se la temperatura del bagno e' stata mantenuta sotto i 15 gradi e se lo strato di gelatina pigmentata non é troppo spesso, altrimenti si corre il rischio di danneggiarla (fig. 3).

                                                               - In ultimo si staccherà il foglio prendendolo per due angoli e si porterà in asciugatura.

 

L'asciugatura e' un momento determinante. Da essa dipendono le sorti di una sicura aderenza con la carta da trasporto e di un facile spoglio in fase di sviluppo. L'ambiente indicato oltre ad essere oscurato alla luce diurna dovrà essere asciutto e, specialmente nei periodi invernali, mantenuto a circa 20 gradi possibilmemte con una ventola termica per assicurare una circolazione d'aria tiepida sulle superfici della carta.

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                      fig. 4

I fogli non dovranno mantenersi appesi, specialmente se di grandi dimensioni, ma poggiati su carta assorbente o di giornale, tenuta su apposita rete per una ventilazione più uniforme sui due versi (fig. 4).

Se iniziata nel pomeriggio l'essiccazione sarà completa durante la notte; bisognerà solo sostituire la carta assorbente umida con carta asciutta più volte prima di toglierla del tutto in tarda serata.
Una completa asciugatura avviene tra le 4 e le 8 ore, relativamente alla grandezza del foglio e alla quantità di fogli messi ad asciugare nella stessa stanza.
Al mattino seguente potremo verificare i seguenti casi:
a) il foglio può essere molto arricciato ai bordi se ha subito una essiccazione rapida, se l'ambiente è troppo caldo, oppure se lo strato di gelatina è troppo sottile. In questo caso l'unico rischio è di spaccarne lo strato gelatinato al momento di spianarlo; ma, al momento del trasporto, aderirà al foglio di trasporto senza problemi.
b) il foglio è ondulato su tutta la superficie, non presenta bordi arricciati al massimo è imbarcato sulla superficie gelatinata. Si verifica l'effettiva asciugatura scorrendo un dito sulla gelatina.
c) il foglio è piano, solo con i bordi asciutti, la zona centrale è ancora appiccicosa quindi umida; questo è un foglio che non aderirà al momento del trasporto.

Per la  verifica di una buona asciugatura si immerge un ritaglio di carta pigmentata in acqua a 30-40 gradi e si attende che la gelatina si sciolga in pochi minuti. Se ciò non accade è inutile procedere alla stampa.

I fogli asciutti vengono conservati, gelatina contro gelatina, in una busta di plastica ben chiusa e spianati da un peso; possono essere usati al più presto appena spianati, oppure conservati per tre giorni al massimo.

Molti insuccessi sono dovuti ad una non corretta asciugatura e conservazione:  il comportamento della gelatina è come quello di una spugna che " respira "  l'umidità contenuta nell'aria in un continuo gonfiarsi e sgonfiarsi. Se questo è più che naturale per la gelatina ancora non sensibilizzata e' invece estremamente dannoso se bicromatata. La ripresa di umidità per una carta pigmentata ben asciutta provoca danni irreparabili: si accelera il processo di indurimento della gelatina, anche se conservata al buio, si abbassa la sensibilità', si provoca un inasprimento dei contrasti e si obbliga lo sviluppo a temperature assai più elevate di quelle normali; nella maggior parte dei casi il foglio non aderisce alla carta da trasporto.

 

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