SPOGLIAMENTO E TRATTAMENTI FINALI
I due fogli, perfettamente aderenti tra loro, si adagiano sul fondo di una vasca vuota con la carta pigmentata in alto; sul dorso di questa si versa acqua a 30 gradi fino a farli galleggiare; si aggiunge altra acqua calda fino a mantenere la temperatura costante tra 35 e 40 gradi.
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Ben presto dai bordi della carta
pigmentata la gelatina sciolta inizia a tinge l'acqua, questo è segno che si è raggiunto
il punto di fusione. Da questo momento bisogna operare con estrema cautela . (fig. 1) 1 ) carta pigmentata 2 ) carta da trasporto |
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I bordi sono i primi a staccarsi e
un'agitazione troppo forte della vasca potrebbe far penetrare dell'acqua tra i due fogli
allontanandoli con forza e strappando la gelatina. Si versa quindi ancora acqua calda sul
dorso della carta pigmentata fin quando si è sicuri che tutta la gelatina si sia sciolta;
si prende quindi un angolo del foglio e si stacca dolcemente con un gesto continuo e
deciso dalla carta da trasporto. Il deposito lasciato sulla carta da trasporto non rende leggibile l'immagine ancora nascosta sotto uno spesso strato di gelatina. Questa ultima fase ha infatti la funzione di eliminare il residuo di gelatina. (fig.2) 1) supporto della carta pigmentata 2) deposito di gelatina pigmentata 3) carta da trasporto |
Con un'agitazione ed una temperatura costanti, versando anche acqua tiepida direttamente sulla gelatina, si può accelerare l'operazione e sciogliere tutta la gelatina superflua: l' operazione si svolge in circa 10 minuti di lavoro per una stampa 50 x 70 cm.
E' un'operazione che richiede pazienza e attenzione; non bisogna alzare repentinamente la temperatura del bagno, credendo di abbreviare il tempo di spogliamento, altrimenti si generano inevitabili bolle d'aria tra lo strato di gelatina, che si assottiglia sempre più, ed il supporto di carta; inoltre e' opportuno cambiare l'acqua quando e' diventata eccessivamente colorata, specialmente se il pigmento usato è nero, non solo per controllare meglio il formarsi dell'immagine, ma per impedire che si possano macchiare il dorso e i bordi bianchi del foglio.
La comparsa dell'immagine sotto il velo di una poltiglia gelatinosa informe è senza dubbio il momento più emozionante. E' qui' che si possono ancora prendere delle decisioni, come ad esempio schiarire i bianchi insistendo su questi con acqua un po' più' calda, oppure bloccare i neri versando su questi acqua fredda.
A sviluppo ultimato si procede ad alcuni lavaggi con acqua fredda per
ripulire la stampa ed indurire definitivamente la gelatina. Se alcune tracce di bicromato
residuo persistono ai ripetuti lavaggi si può procedere ad un bagno al 5% di allume di
rocca per eliminarle del tutto.
Il bagno d'allume va consigliato solo se estremamente indispensabile; infatti essendo un
composto acido mette in crisi la conservabilità della stampa ed i suoi residui dovranno
essere poi eliminati con abbondanti lavaggi in acqua pulita.